7 Marzo 2006 - Gokarella - Sri Lanka

C’eravamo anche noi, il 7 Marzo scorso, all’ inaugurazione ufficiale di “Casa Gokarella”.
Tra suoni di tamburo, danze, capriole e riti religiosi, il corteo raggiungeva il centro d’ accoglienza e noi eravamo li ,con le ghirlande al collo, accompagnati dalle nostre amiche Scout dello Sri Lanka e sospinti dai sorrisi di tutta quella gente che sembrava veramente conoscerci da sempre.
Eccoci arrivati; “Casa Gokarella” ci appare in tutto il suo splendore e un brivido ci assale quando insieme ai vessilli dello Sri Lanka e dei Buddisti vediamo salire in cima al pennone il Tricolore e la bandiera del C.N.G.E.I., il nostro caro “Pomodoro”.
Sensazioni indimenticabili, che diventano ancor più forti, quando echeggiano le note degli inni nazionali.
Gli Italiani presenti l’ hanno cantato tutti , l’ Inno di Mameli, con voce forte e con la mano sul cuore; in quel momento si è avvertita in modo netto e tangibile, la profonda e sincera riconoscenza di questa gente nei confronti di tanti “Fratelli d’ Italia” grazie ai quali un sogno è divenuto realtà.
Non poteva esserci, per noi, un onore più grande.
Si prosegue con la cerimonia ufficiale e i Religiosi presenti iniziano a parlare


C'erano tutti: Buddisti, Induisti, Cattolici, Anglicani, e tutti dicevano la stessa cosa : “ Casa Gokarella è per tutti i bambini che soffrono. Non importa la Religione, o l’ essere Cingalesi piuttosto che Tamil, questa è e sarà sempre la casa per tutti quei bambini che hanno perso mamma e papà per le tragedie provocate dagli uomini ( la guerra civile) o dalla natura (lo Tsunami).”
Parole sante.
La vocazione multi etnica e multi religiosa del “Progetto Gokarella” è ampiamente confermata e questo ci riempie di soddisfazione, perché era ciò che volevamo sentire.
Il merito di questa impostazione è da ascrivere senza alcun dubbio a 2 persone, Il Reverendo Punyasara , Monaco Buddista del convento di Gokarella, e il caro amico Sylvester Jayakody , Cattolico e Cingalese che fin dall’inizio di questa bella storia e non senza difficoltà si sono battuti per questo intento.
Arriva il nostro turno, un Monaco del convento annuncia in Cingalese il nostro intervento, ovviamente di ciò che dice si capisce solo cognome e nome del Presidente, ma Sylvester , in un angolo, ci conferma che tocca a noi parlare.

Interviene il Presidente, emozionantissimo, e , afflitto dai 30 gradi in sala e dal calore impietosamente sprigionato da un faro posto sopra la sua testa, inizia a paralare mentre Sylvester fa la traduzione simultanea.
“ In questi anni vi abbiamo aiutato e oggi siamo qui , felici, ad apprezzare come il nostro aiuto si è concretizzato in questa bella struttura e Vi diciamo anche che è nostra intenzione continuare ad aiutarVi., perché è soprattutto ora, mentre stanno arrivando i primi bambini, che Casa Gokarella ha bisogno d’ aiuto.
Lo faremo col cuore, come l’ abbiamo sempre fatto, perché volgiamo che tutti i bambini abbiano diritto alla loro infanzia”

La gente di Gokarella sembra apprezzare queste parole. Certamente le apprezza molto il Rev. Punyasara che con quel curioso dondolio di testa, fatto per annuire o dire sì, come usano i Cingalesi, gli rivolge, tra gli applausi , un bel “ Thank you very mutch”.
Qualche ora prima, in mattinata , avevamo vissuto un altro momento topico di questa esperienza: la posa della prima pietra del nuovo ambulatorio medico che servirà per i bambini della casa ma anche per la gente del posto.
Questo privilegio è toccato a 4 persone : 1 uomo , il Capo dell’ Ufficio di prevenzione del crimine della Polizia di Stato di Colombo e 3 donne, le nostre amiche , nonché compagne d’ avventura Barbara e Cristina e Margaret, la nostra commissaria.
I 4 beneficiati tengono tra le pietre tra le mani , poi, mentre i Monaci Buddisti intonano le loro beneaugurati litanie, scendono nelle 4 fosse sedi dei futuri piloni di sostegno e posano le 4 pietre.
Margaret è piuttosto emozionata, ma se la cava alla grande e mentre i Monaci completano il rito religioso Lei resta impassibile di fronte a loro. Alla fine basta guardarla negli occhi per capire quanto sia felice e commossa.
Anche i giorni successivi trascorsi in Sri Lanka, sono stati ricchi di emozioni. Abbiamo voluto conoscere le famiglie più povere, quelle che vivono nelle campagne, in capanne dai muri fango e dai tetti fragili e ricoperti di paglia.
Siamo andati da loro per renderci conto direttamente delle condizioni in cui vivono, per poterle poi testimoniare e per dire a tutti che questa gente, da sola, non ce la fa, ha bisogno d’ aiuto e le adozioni a distanza devono necessariamente continuare, altrimenti anche i loro figli rimarranno ai margini della civiltà.
In questa estrema povertà siamo stati accolti con il sorriso della benevolenza e col consueto linguaggio dei fiori.
Un uomo si è addirittura tuffato in un lago per raccogliere per noi delle splendide ninfee, poi, roteando velocemente il gambo tra le mani, si è aperto il fiore e ce le ha offerte.
Un gesto straordinario, che ci ha molto commosso, e ci ha lascito impietriti, senza parole.

 

Il giorno dopo siamo andati a conoscere gli scout di Gokarella. Li abbiamo incontrati a scuola, perché il loro è uno scoutismo di tipo scolastico, e c’ erano solo ragazze scout.
Il gruppo maschile, purtroppo, era stato chiuso per mancanza di educatori. Dopo gli scambi di omaggi , i saluti, gli abbracci all’ insegna della fratellanza, della solidarietà e dell’ amicizia fra i popoli, valori che costituiscono le fondamenta del movimento scout nel mondo, abbiamo deciso di avviare un programma di presenti corrispondenza reciproca e di fornire loro un aiuto economico per poter acquistare un condizionatore e un computer con un collegamento internet.
Loro, nel frattempo, andranno, ogni tanto, a “ Casa Gokarella” per fare animazione e giocare coi bambini e lo faranno anche per noi, affinché possiamo sentirci nonostante gli ottomila km di distanza.


Un paio di giorni li abbiamo dedicati all’ esplorazione. Viaggiando immersi nel verde intenso di questa splendida natura, tra palme di cocco, piante di banane, mango, papaya e tamarindo abbiamo visitato alcuni templi Buddisti ( Kandy e Dambulla), l ‘orfanotrofio degli elefanti di Pinnawela, i resti del tempio di Polonnaruwa dove si trova la statua del Budda dormiente e la bella e faticosissima rupe di Syghiria, una specie di masso erratico, nel bel mezzo della Jungla, sulla cui sommità si trovano i resti archeologici di un antichissima dimora Reale.
Infine l’ ultimo atto prima della partenza: la festa con i bambini delle famiglie povere. La più bella e la più attesa ,tra mille palloncini colorati a forma di animali per il divertimento totale di questi splendidi bimbi e sempre più “toccati” , quasi in senso materiale, dagli sguardi pieni di benevolenza e di sincera amicizia dei loro genitori.
Poi ce ne siamo andati, portando con noi la sensazione che non eravamo li da una sola settimana, ma da molto di più, anzi era come se in Sri Lanka, l’ Isola Splendete, con questa natura splendida e rigogliosa , tra questa gente così semplice, cordiale e discreta, noi c’ eravamo sempre stati .
Ora potremmo dire che ci resta soprattutto la nostalgia di questo posto e dei nostri nuovi amici, i Monaci del Convento.
Forse è vero, ma stiano certi questi amici che prima o poi li rivedremo, per cantare di nuovo tutti insieme con i Monaci Punyasara, Palità, Sumangala, e con M;ichele, Sylvester, Crsitina, Paolo, Carla, Barbara,Claudio e Tissa il nostro nuovo inno: “ Nella vecchia fattoria Ia, Ia, Oh !”

Per la sezione Scout CNGEI di Valmadrera
Gianfranco Stamerra – Presidente
Margaret Lina - Commissario